Meraviglioso.
Seduta in ultima fila, un sabato pomeriggio alle 16.00, in una platea da terza età silenziosissima, mi sono sprofondata in questo film meraviglioso.
Commuove fino alle lacrime la storia di Pietro che perduta la moglie decide di cambiare il suo punto di vista sul mondo prendendolo ad osservare e a sperimentare dalla panchina posta davanti alla scuola elementare della figlia.
Quel posto circoscritto nel perimetro di poche decine di metri racchiuse tra l'ingresso della scuola, il chiosco di un bar, il parcheggio delle auto diviene lo sfondo sul quale si intrecciano i fili di relazioni umane straordinarie, nuove e pregnanti per Pietro: dalla ragazza che esce tutte la mattine per portare a spasso il suo cane, al bambino down con il quale si instaura la dolce consuetudine di un saluto inviato con il fanale lampeggiante dell'auto, alla inedita frequentazione delle mamme alle quali Pietro si unisce o per salutare i bambini all'ingresso e all'uscita da scuola, o per parlare del furto in classe di un mazzo di carte dei Gormiti,o per partecipare agli incontri con la psicologa promossi dal gruppo "genitorinsieme".Quel piccolo spazio diviene anche il luogo dove Pietro riceve e discute con i suoi colleghi di lavoro, i quali si adattano alla sua scelta di trascorrere lì il suo tempo, questo primo tempo dopo la perdita della moglie.
Il tema del film è quindi il tema del lutto e della sua elaborazione che si compie nei pressi di quella panchina, e tu ne segui lo svolgersi lungo una parabola che dura lo spazio di quattro mesi, da settembre a natale, e che muove dall'anestesia del dolore , alla sua irruzione e al suo superamento attraverso episodi salienti ma anche minimi però sempre condivisi con qualcuno.
Una recensione del bel libro di Veronesi qui
www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/391/cafelib.htm