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Diventare più ordinata
Vorrei riuscire a tener in ordine la mia scrivania, i quaderni su cui preparo le lezioni, i raccoglitori dove raduno schede, griglie , ecc.; la mia casa, i miei armadi, la mia persona.
Penso che essere ordinati significhi essere andati a fondo, aver fatto chiarezza,aver affrontato il caos ed essere riusciti a dargli un senso piuttosto che rimanervi immersi fino al collo.
.Mettere più energia
..nelle cose che faccio : la scuola, l'analisi, le relazioni, per esempio. Penso che convogliare energie nei vari campi della propria esistenza significhi valorizzarsi, e dar valore a ciò di cui ci si interessa.La scuola l'ho sempre considerata come un ripiego, un mezzo per raggiungere altri fini...tutto sommato la vedo ancora così, però accetto che in questa fase della mia vita sia di scuola che mi occupo e vorrei riuscire a riversarvi le mie migliori energie dato che ho la fortuna di lavorare , da quest'anno, in un buon contesto.
.Rifare il divano della sala
è un vecchio divano di famiglia che casca a pezzi e, a momenti, farà cadere anche me.Però ha una linea così essenziale e regolare, è così minimalista che ho finito col preferirlo su tutti i divani che ho visto in giro.Ora si tratta di trovare la stoffa e il tappezziere...
.Prendere un cane?
E' un proposito da punto interrogativo perchè son troppe le variabili da considerare, prima e seriamente.Però, in effetti, ora che non sono più una pendolare e ho la scuola a cinque minuti da casa, l'evenutalità-cane posso vagliarla con una certa serietà.
Ecco, poche cose, a scongiurare delusioni che giungono inevitabili quando le aspettative sono troppo alte...
è evidente che abbiamo un problema grosso.
Io, da parte mia, ti evito ormai da tempo. Ti ho spiegato, anni fa, i motivi: mi sono trovata malissimo con tutti voi, trovo la mia famiglia un covo di insanità. Ti ho raccontato i motivi per cui mi sono trovata malissimo anche con te, e lo dissi con un tale rabbioso dolore al punto che tu ti mettesti a piangere. Tu da allora stai facendo finta di niente, stai cercando di rendere "non avvenuto" quell'episodio e continui come se io non avessi detto niente, coprendo tutto con la finzione.Tu vivi facendo finta di niente.
Tutto va bene, tutto è a posto, buon natale e buona pasqua.Fai pure. Cavoli tuoi, a me che me frega? Per me le cose che ho detto , le ho dette e restano ed è un problema tuo se non vuoi prenderle in considerazione.E' la tua patologia. Ma io sono stata chiara e ho denunciato il mio disagio.E quella denuncia è lì e tu non la vuoi vedere perchè ti costringerebbe a fare, con te stessa, dei conti che non vuoi fare. .
Io sono fatta in un modo diverso, per fortuna, e con persone come te non ho niente a che vedere. Io seguo la verità della vita e delle cose e ho una profonda repulsione verso chi si inganna da una vita, verso chi sull'inganno ha costruito l'esistenza, verso chi basa i rapporti sui formalismi e sulle convenzioni perchè gli danno un pretesto per proporsi agli altri e non rimanere da soli con se stessi e con la melma che ribolle in fondo all'animo e che non c'è etichetta formale che potrà mettere a tacere.
Come vedi non abbiamo niente in comune. Devi accettarlo.
Il problema che noi abbiamo è un altro ancora,però. Io ho scelto di vivere in un certo modo che non sto a dirti e questo modo ti esclude, esclude tutti quelli con i quali non ho rapporti veri, autentici, significativi. Per questo ho cercato, col tempo, prima di diradare i contatti, di dare alle tue domande intrusive delle risposte sempre più generiche fino ad arrivare a non rispondere più al telefono. Chiunque avrebbe capito che era giunto il momento di rinunciare, di ritirarsi e non insistere.
Tu, al contrario, stai opponendo una fiera resistenza. Non ti curi dei messaggi che ti invio, non rispondo alle tue telefonate ma...fai finta di niente e continui a chiamare.Perseveri, vuoi avere a tutti i costi dei contatti, vuoi sapere, impicciarti ecc.ecc.Mobiliti il canovaccio consueto: come si fa infatti a importunare una persona che non vuole essere disturbata da noi? Oh, ma si cerca la legittimazione nella festa comandata. Se poi non c'è la festa comandata si trova la scusa per disturbare fingendo altruismi tipo "ero tanto preoccupata per te, vorrei augurarti un buon inizio di anno scolastico". Come sei buona, come sei carina, come sei gentile..ma a guardare sotto le apparenze non sei nè buona,nè gentile, nè carina: sei finta, prendi a pretesto una scusa che faccia passare la tua indesiderata intrusione telefonica come un'amorevole attenzione.
Come facciamo? Siamo su linee opposte. Tu vuoi me, io non ti voglio. Come la mettiamo? Vuoi ridurre tutto ad una lotta, una sfida, vince il più tosto?
E' questo il modo in cui tu "curi" e "coltivi" i rapporti? A chi ce l'ha più duro?
E' un modo un po' infantile, non credi?
Non pensi che ci sia anche un tantinino di reato in questo comportamento?
Lo sai che il codice penale punisce con pene fino a 6 mesi di reclusione chi importuna il prossimo con molestie telefoniche? credi che davvero ne valga la pena?
Eppure tu sai che io ho il diritto a vedere rispettate le mie scelte. Lo sai ma non vuoi rispettarle. E' un problema grosso. Come lo risolviamo?Tu vuoi avere contatti con me, io non voglio avere contatti con te. Tu mi sbatti addosso la nostra parentela, io ti sento la più estranea degli estranei. Tu vuoi sapere, io non ti voglio dire, e così all'infinito.Tu sai che la tua ostinata insistenza mi provoca dolore e non vuoi mollare la presa. Tu sai che se risponderò al telefono tu mi dirai "volevo sapere come stai, cosa fai" e sai che toccherà a me scoperchiare il coperchio che copre tutto quello che sta bollendo adesso. Sarò costretta a farti notare che non ho risposto da mesi alle tue telefonate e che forse questo significa che ho voluto evitare le tue domande perchè quelle domande così fintamente innocenti vogliono indagare la mia vita e così continuando a spellare la cipolla dei fatti per arrivare strato dopo strato al cuore del problema, mentre tu stai lì, immobile ad assistere a tutto questo. Dovrò scoperchare tutta la verità che la finta gentilezza del tuo pretesto vorrebbe nascondere. A me l'arduo compito di far esplodere la bomba. Ma io non voglio questo ruolo. Non voglio fare lo sporco lavoro al posto tuo.
Il problema è anche che io non invado la tua esistenza, io non ti disturbo, la mia affermazione del diritto alla mia vita indipendente non ti lede nella tua libertà perchè non ti tolgo nulla, non ti chiedo niente, non ti rompo le palle al telefono, non ti limito. La tua pretesa,invece, viola la mia intimità, viola la privatezza della mia vita domestica, mi impedisce un libero uso del telefono, mi costringe a perdere un sacco di tempo dietro una deficente a scrivere lettere di supplica affinchè io possa essere lasciata in pace.
Quindi, come facciamo?
facciamo che tu non mi chiami più, che tu accetti di essere "scaricata": lo siamo tutti da qualcuno nella nostra vita, e,per fortuna, la maggior parte delle persone a differenza da te, sa ritirarsi in buon ordine. Ma adesso lo fai anche tu. Tu rispetti il mio diritto a farmi i fatti miei, con chi mi pare, e dove mi pare senza che tu ne sappia qualcosa. Tu accetti il fatto che non avrai più occasione di vedermi, che non mi interesserò mai a te, che non mi preoccuperò mai per te. Come si fa con gli estranei.Tu la smetterai di sentirti "mia cugina" perchè non lo sei. Tu sei una "lontana" cugina e non so nè mi interessa sapere per quali vie.M'interessa invece che io ti sento lontana, estranea e questo amplifica ancora di più il fastidio e il senso di oppressione per la tua invadenza.
Ecco. Tu accetterai tutto questo e non telefonerai mai più, anche perchè ricordati che c'è quell'articolo del codice penale.
(Tuttavia, con questa persona sento un senso profondo di impotenza. So che le mie sono grida al vento, che non prenderà mai in considerazione quel che io dico. E questo accade da sempre: da sempre, nella mia famiglia le mie grida hanno risuonato nel vuoto, nel silenzio, davanti alle facce immobili di adulti che guardavano una matta agitarsi e ne rimanevano distanti mille miglia, trattenendo e soffocando dentro di sè i mille pensieri che sfrecciavano nelle loro menti. Io so che questa persona così come ha fatto rimbalzare dal suo cuore il mio grido di dolore e ogni mia richiesta che non condivideva perseverando a fare quel che aveva in testa di fare ...continuerà per sempre, finchè campa ad ingorare il significato di ogni mio gesto continuando a recitare da sola il ruolo che ha deciso. Io vivo tutto questo con grande drammaticità, mi ha detto la mia analista, non riesco a elevarmi con l'ironia sopra di lei. E questo capita perchè lei sa ben agganciare qualcosa di estremamente dolente dentro di me, qualcosa di me piccola che ancora soffre , lei mi fa ritornare piccola perchè è con quella me lì che è rimasta in contatto vivendo da anni in un'altra città. E io non so come uscirne.)
Come sopravvivere alla vigilia di Natale...
Primo: svegliarsi con molta calma, magari aprendo un occhio verso le nove e mezzo e arrivare ad essere pronti, lavati, colazionati e vestiti non prima delle 11 mentre,nel frattempo, il resto del mondo si è riversato per le vie cittadine alla spasmodica ricerca del modo migliore di spendere soldi.
Uscire di casa non prima di mezzogiorno e un quarto/mezzogiorno e mezzo e muoversi rigorosamente in bicicletta, mentre il resto del mondo è paralizzato in interminabili ingorghi.
Dare una sbirciatina nella propria libreria preferita, a quest'ora ancora aperta ma non più troppo affollata, per comprarsi un regalino autogratificante (ndr
Umiliati e offesi di Dostoevskij e
David Copperfield di Dickens) che fa tanto "mi voglio bene", spendendo per sè i soldi che il resto del mondo ha dilapidato in regali "dovuti" per reverenza agli obblighi sociali...
Prendere, non prima delle 13.20, l'auto per andare a fare un minimo di scorte viveri certi di non trovare la fila, di non doversi accapigliare per trovare parcheggio, e di non trovare la calca al supermercato, perchè il resto del mondo si è ritirato in casa per il consueto pasto, pronto per riversarsi nuovamente per le vie cittadine a dilapidare gli ultimi centesimi invece di spaparanzarsi sul divano e vedersi "La segretaria quasi privata" con Spencer Tracy e Katherine Hepburn mangiandosi una fetta di pandoro bauli acquistato
comodamente in offerta a 2.99 anzichè 7.90...
Io, per oggi, mi ritengo soddisfatta e mi appresto allo spaparanzamento mentre di lontano mi arriva il suono dei clacson....
Ma, è
Natale?
Me ne sto accorgendo ora, oggi che è il mio primo giorno di vacanza....
Ce le farò, entro il 25, ad entrare nell'atmosfera natalizia? E,soprattutto, ha un senso per me entrare in quell'atmosfera lì?
Per ora ho avuto solo tempo di programmarmi il lavoro che svolgerò in questi giorni di pausa scolastica. Del resto una certa concentrazione è possibile solo quando la morsa della quotidinaità rallenta.
Ho messo in calendario una visita al museo archeologico di Firenze, non solo per prepararmi meglio su egizi ed etruschi, ma anche per effettuare una sorta di sopralluogo prima di decidere la meta della gita scolastica..
In ogni caso un buon Natale a chiunque passi di qui, cui sarò grata se mi contagerà con un po' di spirito vacanziero

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che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango ............"
Fango, Jovanotti