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lunedì, 22 gennaio 2007
..ma per compensare e per avvicinare ciò che è lontano da me, per ora:
  
Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.Se possibile le preferisco funzionali e vissute.Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura,così sposrche che la suola delle pantofole diventa subito nera,e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare.
[...]
Siamo rimaste sole io e la cucina.Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.
[...]
Perchè amo quanto ha a che fare con la cucina fino a questo punto?E' strano.Per me è come ritrovare un'aspirazione lontana,incisa nella memoria dello spirito.
Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna.
(da Kitchen)
Un link da leccarsi i baffi:
ilpranzodibabette.blogspot.com/
Un racconto bellissimo:
www.ilcircolo.net/lia/000953.php
domenica, 14 gennaio 2007
UN' ALTRA DONNA

E' il titolo di un vecchio film di Woody Allen che già da un po' di tempo vorrei rivedere.La protagonista è Gena Rowlands,una professoressa di mezz'età che si accorge di poter ascoltare le sedute di psicoanalisi che si svolgono al di là della parete della sua stanza,nello studio di uno psicoanalista confinante con il suo appartamento.
Quando si dice la privacy.
Ascolterà la storia di un'altra donna e inevitabili saranno gli echi, le vibrazioni che quella voce rubata provocherà nell'animo suo attivando un processo di rigenerazione.
Purtroppo le voci rubate sono anche quelle che giungono a me quando aspetto il mio turno prima di entrare nella stanza dell'analista. E' imbarazzante ed inevitabile, mi pare, a tratti comico e divertente se non fosse che se l'altra/o sapesse non penso che ci rimarrebbe bene. Provo a distrarmi,anche per il fastidio, ma a poco valgono i tentativi.
Beninteso si tratta di frammenti di discorsi, suoni, niente più di questo, ma tanto basta per accendere delle fantasie : il fatto è che per due volte prima di me era di turno una stessa ragazza, presumo, che parla con voce altissima e accorata interrotta da pause in cui parla l'analista che la voce invece la tiene bassa e calma.
L'ultima volta è pure prorotta in pianto!
Certo, vuoi che io non faccia confronti? Io non sono così, io non prendo dalle persone e forse neanche dò,a me non viene da piangere, e dubito che mi verrà mai di farlo.Io non sono una alla quale un'analista dirà mai "mi telefoni per farmi sapere" perchè non mi troverò nelle condizioni.Io sono dentro me stessa, e ho intorno a me i miei ciottoli, ciò che mi serve per campare: male? bene? Non so, nè si tratta di autonomia.
Io non ho strepitìi interni che come motori propulsivi mi spingono a gridare le mie urgenze: penso che per fare questo bisogna avere un gran bene per se stessi e sentire che il mondo ti intacca proprio lì in quel centro d'affetto che hai dentro di te, per te e quindi se gridi è perchè ti stanno levando qualcosa.
E sale e sale e salirà
Quest'ansia che ci unisce
E passa ma non passerà
Quest'attimo che cresce
sabato, 13 gennaio 2007

1.canta in un coro
2.colleziona armi antiche
3.frequenta un corso di fumetto
4.frequenta un corso di danza scozzese
5.fa un corso di vela
6.gioca a bridge
7. fotografia
8.va in bicicletta
9.corre
10.fa teatro
11.un corso di gastronomia
12.palestra
13.un secondo lavoro
14. in giro per mostre
15. la maglia
16.va a cavallo
17.fa nuoto
18.decoupage
19.legge, vede film, sta al computer,sente musica
20.....
giovedì, 11 gennaio 2007

mi dispiace se sei figlia della solita illusione e se fai confusione.
Magari capita in buona fede e ci sembriamo più "grandi" di quello che siamo e ci descriviamo più grandi di quello che siamo, e ci pensiamo capaci di azioni o comportamenti di cui non siamo all'altezza: poi ci pensa un piccolo e banale confronto con la realtà a ridimensionare in un sol colpo l'illusione che nutriamo su noi stessi... e la nostra piccineria si siede lì davanti ai nostri occhi.
sabato, 06 gennaio 2007
"I' dico che dal dí che 'l primo assalto
mi diede Amor, molt'anni eran passati,
sí ch'io cangiava il giovenil aspetto;
e d'intorno al mio cor pensier' gelati
facto avean quasi adamantino smalto
ch'allentar non lassava il duro affetto.
Lagrima anchor non mi bagnava il petto
né rompea il sonno, et quel che in me non era,
mi pareva un miracolo in altrui."
(Petrarca,Canzoniere,canz. XXIII)
mercoledì, 03 gennaio 2007

Con il calcolo delle probabilità si studiano gli eventi casuali probabili, cioè quegli eventi che possono o non possono verificarsi e che dipendono unicamente dal caso. Tale studio permette di assegnare agli eventi casuali o aleatori un valore numerico al fine di poter confrontare oggettivamente tali eventi e decidere quale tra essi ha maggiore probabilità di verificarsi. La probabilità matematica di un evento casuale è uguale al rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero degli casi possibili ammettendo che tutti i casi abbiano la stessa possibilità di verificarsi.
martedì, 02 gennaio 2007
Janine Chaesseguet-Smirgel, L'Ideale dell' Io, Cortina,
"Guadagnare denaro (o disprezzarlo),
possedere un appartamento lussuoso
(o ostentare una vita da freak),
aderire a un'ideologia,
scrivere un libro intelligente,
sono altrettanti tentativi
di ridurre lo scarto
tra l'Io e il suo Ideale."
lunedì, 01 gennaio 2007
Sto assaporando questi giorni di vacanza ,uno per uno, momento per momento.
La casa è finalmente in ordine, gli armadi con i vestiti lavati e stirati e niente più cumuli di panni sparsi.
Le giornate scorrono svelte e sono affaccendata in cose che mi piacciono .Ho ritrovato la concentrazione per la lettura, per seguire un film.Sento una calma che so non mi appartiene completamente, so che verrà spazzata via non appena la scuola riprenderà.
Sto pensando a questo mio calo di motivazione, a questo sentirmi destinata ad altro e costretta in un ambiente al quale non sento di appartenere .Ho idea che anche per alcuni bimbi possa essere così, che possano venire a scuola stando però con la testa altrove quasi a costretti a sospendere la propria vita, a metterla tra parentesi per alcune ore, non so.
Sfogliavo in libreria un libro di Petter sul mestiere dell'insegnante e scorrevo il capitolo sulla motivazione. Quella degli alunni, però. Ci sono età, specie nella scuole medie inferiori, in cui nella vita dei ragazzi si pongono talmente tanti "compiti evolutivi" da lasciarli senza più energie da destinare alle richieste della scuola.Quando leggo frasi del genere non so più bene chi è che sta leggendo: io non mi sento un'insegnante, io mi sento una persona che ha ancora tanti "compiti evolutivi" personali da fronteggiare che assorbono un sacco di energie.E davvero ne rimangono ben poche per le faccende scolastiche: non quelle strettamentee didattiche,che riguardano il rapporto coi bambini, ma per tutto ciò che ruota intorno a me e a loro.
Io mi sento accomunata ai bambini da questo compito esistenziale di scrivere la vita giorno dopo giorno con grande cura ma a volte senza sapere bene cosa scrivere e per chi...
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